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02-07-2008

safari tour con NAT GEO MUSIC!!!
Autore: safariblogger

http://www.natgeomusic.it/blog/

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01-07-2008

dal 5 luglio il tour e il nuovo video!
Autore: fitzcarraldo

da sabato 5 luglio su questa homepage e in programmazione sulle migliori TV musicali potrete vedere il nuovo video di Lorenzo.E' SAFARI (featuring Giuliano Sangiorgi),diretto da Ambrogio Lo giudice (serenata rap,penso positivo,l'ombelico del mondo,bella,falla girare,questa è la mia casa,tanto,raggio di sole,mi fido di te,fango ecc.) e prodotto da Paolo Soravia (in questi giorni alle prese anche con la produzione del prossimo DVD del laboratorio soleluna).Girato a Rio de Janeiro con una tecnica digitale di nuova generazione il video è un vero e proprio SAFARI visivo e vi lascerà senza fiato.Con SAFARI ,il terzo singolo dall'album omonimo (già a quota 5 dischi di platino!!!) questo viaggio nelle nuove canzoni entra nella sua fase più ritmica/elettrica e ci resterà fino al prossimo autunno.Come sempre Lorenzo nei suoi video ( e n ei suoi concerti) è alla ricerca di qualcosa di speciale,e anche stavolta il video vi porterà in un'atmosfera dove il segno è tutto,come uno Zorro contemporaneo il nostro Lorè arriva traccia il suo marchio inconfondibile e scompare lasciando una gran voglia di sapere dove comparirà la prossima volta,con quale invenzione,dentro a quale atmosfera.

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29-06-2008

safari summer tour
Autore: fitzcarraldo

5 luglio - Acqui Terme - Stadio Ottolenghi
7 luglio - Como - Stadio Senigallia
9 luglio - Carpi - Piazza Grande
11 luglio - Locarno - Piazza Grande
14 luglio - Taormina - Anfiteatro
16 luglio - Campo Felice (Palermo) - Area Teatro
18 luglio - Teramo - Stadio Comunale
20 luglio - Frosinone - Stadio Comunale
22 luglio - Brindisi - Area Porto
27 luglio - Tarvisio - No Border Festival

8 agosto -Calabria (luogo da definire)
10 agosto - Vasto (Chieti)- Campo Sportivo
12 agosto - Barletta - Fossato Castello
14 agosto - Agropoli (Salerno) - Campo Sportivo
16 agosto - Cattolica - Arena

10 settembre - Cagliari - Fiera
16 settembre - Verona - Arena
17 settembre - Verona - Arena

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29-06-2008

SAFARI TOUR 2008 (la forma del cerchio)
Autore: BdF

il 5 luglio riparte il SAFARI TOUR 2008.Qui sotto troverete una analisi/recensione/racconto dello show fatta da un maestro musicista di quella che un tempo si chiamava avanguardia e che oggi non ha più un nome (e meno male!).Tempo di lettura dai 5 minuti a 5 mesi.

La forma del cerchio
 
Guardo l'interno del palazzetto che tra un poco si riempirà di persone desiderose che si aspettano ma non sanno, alcune hanno immaginato, altre desiderato profondamente, altre con motivazioni e pensieri altri; la presenza della tecnologia è sempre affascinante, minacciosa, solida in mostra o celata nell'anonimato.
Inizia lo spettacolo con uno strano effetto di doppio voyerismo: un buco della serratura condiviso, porta migliaia di paia d'occhi all'interno del camerino, da dove un'altra dozzina si affaccia nel ventre della sala gremita.
Il concerto inizia così con questo piccolo svelamento anticipato: noi siamo qui dentro ed ora veniamo la fuori, ma in un certo senso quel fuori enorme si è già affacciato ed accomodato nel piccolo spazio esterno, sfondando la bidimensionalità dello schermo, sovrapponendo così luogo e spazio, vale a dire ciò che si abita a ciò che ci colloca e ci contiene (pur, sembra a volte, senza confini).
Viene così rinominata ed elevata ad identità nuova l'anonimato di un contenitore qualsiasi (il palazzetto) che qualsiasi cosa diventa rispetto a ciò che ci si mette dentro: nel nostro caso lo spazio diventa luogo.
Questa faccenda non è da poco, infatti lo spostamento percettivo in atto, sfonda l'imposizione mediatica del "guardare i fatti degli altri" verso il visitare/accogliere l'artista, che viene virtualmente prelevato dal camerino e fatto entrare nello spazio della performance, che in quel momento si trasforma in luogo abitato, sede quindi di intimità affettiva personale e collettiva: il mostrarsi dal camerino è richiesta di accoglienza e di riparo, permesso di visita, domanda di nutrimento.
Il mondo accoglie l'ospite viaggiatore ramingo: non sono andato a vedere/sentire un concerto, ma ho aperto un luogo diventato improvvisamente mio, alla sosta del viandante che suonando per me è portatore e testimone della mia gioia ad un tempo.
Quindi l'entrata in scena dei musicisti e del novello "capocomico" perde la forma della ritualità e della rivelazione per cedere il passo alla convenzione laica dell'accoglienza.
Nessuno ha più voglia/intenzione di dire come stanno le cose.
Messaggi scritti ne anticipano la venuta, aforismi, informazioni stralunate, ironia e gioco, piccoli stupori di ordini che si perdono nella notte dei tempi (i numeri) ma che suscitano bocche sbalordite ad uomini un poco regrediti nella ripetizione della vita quotidiana, nella schiavitù agognata del lavoro e della produzione che sorridenti a morte ci conduce.
Con permesso: si accomodi.
Il capocomico saluta felice ma con garbo benché a voce e denti spiegati, senza difesa alcuna, nessuna enfasi, il passo è misurato, educato, nessuna supponenza: ecco signori, dal mio taschino tiro fuori la mia musica ed un pezzo della mia vita, tutto è fatto di segni e perimetri, non c’è bisogno di raccontare nulla.
Ogni mio gesto è la forma che è.
Ecco quindi la seconda faccenda interessante, che chiameremo “la riconquista della forma come storia di segni”, segni che generano si scelgono e si compongono secondo una struttura da un lato sicuramente “scelta e sofferta”,  per la fisiologia del processo creativo in quanto tale, sia però per il fatto che in qualche modo, l’immensa quantità di informazioni, di suggestioni, elaborazioni neurali, che abbiamo a disposizione, è improvvisamente in grado di partorire una comunicazione che porta solo i segni che le appartengono, sfrondata e mondata dal “rumore” della sua stessa natura.
Ogni mio gesto – e quindi ogni mia parola – è la forma che è, non a caso l’intero concerto è fatto davvero, oltre i testi delle canzoni, di una vera manciata di parole, traits d’union sonori anch’essi, dove il significato risuona davvero lontano; esempio lampante è il collegamento in tempo reale con la galassia Whirpool, migliaia di bocche spalancate tra fiati un poco rappresi, dove basta la parola “infinito” a narrare le migliaia e migliaia di storie che ci hanno tenuto in vita, così come quasi tutte le altre immagini e il gioco del montaggio video che pare fatto da un compositore, dove temi sviluppi, variazioni rispondono tra scelta e caso a quelle “regole” formali, a quelle strutture, che ci permettono di “percepire” il segno, la forma appunto, dove qualcuno metterà il significato.
Il suo, proprio, intimo, profondo significato.
Il nostro “chef de rang” si è scrollato di dosso la responsabilità, assieme all’onere ed all’onore, di dire le cose come stanno, ha creato un cesto di vocaboli appartenenti, riconosciuti e riconoscibili, ma privati del “pathos” della loro storia, della loro narrazione; tutti hanno riconosciuto l’eroe smarrito davanti al carroarmato cinese nella piazza, ma in quel momento quell’immagine era calata nel distacco dello svelamento, era “posta in essere” senza la sua storia, benché di storia intrisa.
Una questione di tempo, una questione di ritmo: non ho tempo/voglia di collocare nulla se non nel suo segno, oltre la sua identità propria, eppure proteggendo quell’immagine dal “calderone” della comunicazione visiva, da quel suo rumore proprio di cui si diceva poco sopra.
Da quel cesto quindi, ogni abitante del luogo magico (quindi infantile) , ha la possibilità a vari livelli di coscienza, di scegliere, di lasciarsi trasportare, di soffermarsi, di “perdere” anche; si avvertiva la sparizione degli accendini, di molti telefonini, di quei comportamenti un poco standardizzati che non ce n'era bisogno, mentre i balli e le urla, i silenzi e gli sbigottimenti, l’energia archetipica del gruppo, tutto sembrava “funzionare” a meraviglia, sotto/nella guida dello sciamano (che appariva e scompariva nella presenza/assenza) ma anche nelle corrispondenze come sempre strabilianti tra caso e caos.
Ma con un altro metro, altro suono, altra identità.
Un popolo in ascolto, mente e corpo nello stesso luogo.
Nessuna evocazione, nessun “ammiccamento”, nessun mestiere: un’opera “muta”, un opera che non vuole/mostrare nulla se non se stessa.
Pensavo agli ideogrammi cinesi, questa fantastica forma di comunicazione dove lo stesso significante “rappresenta” lingue diverse: in effetti la rivoluzione culturale come sarebbe potuta accadere senza una forma così potente, così protagonista? Forse allora, la riflessione andrebbe davvero spostata su questo “prolegomeno del mondo nuovo” che il concerto/manifesto di Lorenzo sembra portare con se.
Ora, la riflessione diventa ampia e quasi allucinata, migliaia di piatti su bastone girano davanti a me, li lascio girare e qualcuno cadrà, ma curo con attenzione quello della politica, della cultura, dell’idea del mondo che è e di quello possibile: se davvero non abbiamo più nemici né Dio e se davvero i tentativi di “ricostruirli” paiono mostruosamente insensati oltre che chiaramente fallimentari, le cose e la loro forma concreta, il gesto senza il concetto (ma di pensiero intriso), la visita e l’accoglienza, la sosta e la migrazione, quel “cosa sei disposto a perdere” che rammenta scritto sullo schermo una profondità che un po’ ci vuole a farla propria, non son forse forme senza ideologia? Discorsi senza metodo? Dove il metodo è il silenzio del discorso stesso, ciò che la sua attesa porta con sé?
E’ davvero grande la corrispondenza tra la “storia della Fortezza” e delle persone "sconosciute" che l'hanno pensata, la storia che stiamo vivendo e quello che questa specie di “calamita” è riuscito a mettere assieme: Orlando è già nato e vaga tra/oltre noi e noi abbiamo accettato di attenderlo, ancora prima di percepirlo.
E così la musica.
Come conciliare il passato con il presente, come raccontare un “ciò che è stato” senza passare attraverso il ricordo e la memoria?
Voglio dire: io che son un patito del passato, dove sono ancor convinto ci sia così tanto da imparare e scoprire, e dove sicuramente scivola quel pezzo di melanconia che spero rimanga sempre nelle dosi suggerite da Tommaso d’Acquino (ma non ne sono così certo), trovo che la mia idea di memoria appunto vacilli meravigliosamente, quasi liberandomi, sdoganandomi.
Come suonare una canzone di venti anni fa, oggi che vent’anni son passati, non è un opinione, oggi che la mutazione della vita e delle carni ha fatto di me altro da me? Come scegliere una canzone piuttosto che un’altra? In questo caso non è così importante sapere che cosa ha pensato l’artista, ciò diventa quasi un fatto privato, un pudore da celare, rispetto al “risultato” ottenuto.
Sta di fatto che un successo come “A te”, che forse in altri tempi avrebbe avuto attenzione maggiore, viene proposto quasi come un passaggio, un gesto come un altro appunto
Dal cilindro allora, la terza faccenda interessante che pare tutto far combaciare: se nessuna canzone racconta più, se ogni canzone racconta la sua forma, allora si innesta ‘sto meccanismo curioso per cui, una sorta di “livellamento emotivo”, permette ad ogni brano di mostrarsi, esplodere nella sua “forza rinnovata/ritrovata”, per cui nulla eccelle mentre tutto eccelle e come per le immagini, io padrone di casa di musica invaso, decido dove collocare la mia emozione, la mia memoria, la mia intimità: nessuno mi dice più dove far vibrare la mia anima.
L’anima ha bisogno di un luogo, diceva Plotino: forse nessuno pensava che potesse essere un palazzetto dello sport.
Tutto sta in “una messa a fuoco complessiva” che è lo spettacolo stesso, è la drammaturgia, il teatro della comunicazione, dove “Piove” e “l’Ombelico de mondo”, nella loro devastante diversità e lontananza, riescono a dichiarare la loro appartenenza e la loro “motivazione” nello stare lì, affiancate, raccolte nello stesso cesto: né prima né dopo.
Chiaramente se nella stessa, identica, ineluttabile forma, la differenza tra Mozart e Salieri rimane incolmabile, anche in questo caso il gesto artistico, creativo, puro fa la differenza e tace, mette alla berlina l’elucubrazione e la critica dell’opera d’arte.
Alla fine dello spettacolo, mi appare l’altra macro struttura della vita che nel concerto davvero magicamente nel silenzio si mostra, come una sonata classica bitematica: da un lato le emozioni e dall’altro i desideri.
Sembra poca cosa, ma saper/poter scegliere per una volta dove voltare il capo, è come respirare dopo quel lungo apnea, in quel lungo sogno così vero che pareva vero, dove nel soprassalto del risveglio, per un attimo quel che ero e quel che sono stanno sospesi, per un solo attimo già dimenticato.
Una parola sulla lingua che non si riesce a pronunciare.
by Bruno De Franceschi

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29-06-2008

falla girare!
Autore: fitzcarraldo

il 5 luglio riparte il SAFARI TOUR in versione sotto le stelle.Da lunedì la squadra si riunisce per "riformattare" lo show e per scaldare bene la macchina e far girare gli ingranaggi di uno degli spettacoli più incredibili mai pensati da cuore umano (il cuore che pensa non è una scelta a caso).Il SAFARI TOUR ESTATE 2008 è nato durante il giro nei palazzi dello sport che ha registrato il tutto esaurito e in molti richiedevano concerti all'aperto e così si è deciso di andare avanti e andremo avanti fino alla chiusura all'arena di verona a settembre.Poi questo spettacolo non si replicherà più!!!quindi se avete voglia di vivere l'esperienza di questo show nuovo e unico prendetevi un biglietto e lasciatevi andare.Qui accanto in posa plastica la foto del team che si occupa della parte visual.Il granmogol della grafica italiana Sergio Pappalettera (al centro),i RAGAZZI DELLA PRATERIA (i due più a sinistra) e i CROMAZOO (gli altri tre),che insieme alle macchine e agli operatori della STS ogni sera realizzano dal vivo la parte visual che interagisce con quella musicale,quella delle luci e la scena.Il SAFARI TOUR è un circo di 140 persone che ogni giorno lavora allo spettacolo.Se volete leggere i messaggi di quelli che hanno partecipato a una data nei palazzi dello sport fatevi un giro nella sezione TOUROGRAPHY di questo sito.A presto...

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29-06-2008

SAFARI REMIX le COPERTINE
Autore: fuocoacquaelettricità

eccole qui le copertine dei due vinili di SAFARI REMIX.Ogni vinile contiene 4 remix con relative versioni dub.Dal 4 luglio disponibili anche in download su iTunes in un EP a prezzo specialissimo con 8 tracce scaricabili.la grafica è di Sergio Pappalettera e la foto è di paolo Soravia.

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27-06-2008

safari club adventure e video
Autore: indipendente

uscirà il 4 luglio il nuovo progetto legato all'album dell'anno!!!!il nuovo singolo,il terzo da SAFARI sarà proprio SAFARI( featuring Giuliano Sangiorgi)I e entrerà nelle playlist delle migliori radio italiane dal 4 luglio e da quel giorno sarà in porgrammazione (anche su questa homepage) il video diretto da Ambrogio Lo Giudice e prodotto da Paolo Soravia (che è anche l'autore della foto per la copertina del singolo qui accanto) girato nelle favelas di rio de Janeiro.Sempre il 4 luglio verrà pibblicato su iTunes e su vinile (due vinili anche disponibili separatamente) il progetto SAFARI CLUB ADVENTURE.Sono una serie di grandi REMIX di questo pezzo ad opera di grandi producers e djs della scena club italiana.

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25-06-2008

il ritorno!
Autore: jova knights

i cavalieri del palco rotondo stanno per riunirsi per le prove del tour estivo dopo due settimane di sonno e sole.tra pochi giorni l'uscita del nuovo video di SAFARI (online tra pochissimo e su tutte le TV) e del progetto SAFARI CLUB ADVENTURE (su doppio vinile e in digital download).E poi il debutto della versione estiva del SAFARI TOUR!!!a prestissimo su questi pixels

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09-06-2008

estate 2008
Autore: tourista

Queste sono le date estive confermate fino a oggi.
Ci vediamo in tour!!!

5 luglio - Acqui Terme - Stadio Ottolenghi
7 luglio - Como - Stadio Senigallia
9 luglio - Carpi - Piazza Grande
11 luglio - Locarno - Piazza Grande
14 luglio - Taormina - Anfiteatro
16 luglio - Campo Felice (Palermo) - Area Teatro
18 luglio - Teramo - Stadio Comunale
20 luglio - Frosinone - Stadio Comunale
22 luglio - Brindisi - Area Porto
27 luglio - Tarvisio - No Border Festival

6 agosto - Adrano (Catania) - Campo Sportivo
10 agosto - Vasto (Chieti)- Campo Sportivo
12 agosto - Barletta - Fossato Castello
14 agosto - Agropoli (Salerno) - Campo Sportivo
16 agosto - Cattolica - Arena

10 settembre - Cagliari - Fiera
16 settembre - Verona - Arena
17 settembre - Verona - Arena

Ci scusiamo per gli errori nelle date precedentemente pubblicate.

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08-06-2008

Premio MOGOL a LORENZO
Autore: astolfo

è stato consegnato sabato sera al Forte di Bard in Valle d'Aosta durante una bellissima cerimonia il primo Premio Mogol.E' andato a FANGO di Lorenzo e c'era anche lui insieme a un sacco di gente arrivata da tutte le parti per l'evento.E' stato bellissimo,Lorenzo era contentissimo e Mogol ha detto cose molto belle sul suo talento di autore di testi.E' un premio importante e ci congratuliamo con il nostro Grandmaster Jova!!! Qui di seguito un aparte della motivazione letta dal grande Mogol durante la cerimonia:"Per me poesia è aderenza alla vita senza filtri né riserve, è passato e presente che si incontrano o si scontrano. Molto di tutto questo - spiega l'artista - è contenuto nel bellissimo testo di Jovanotti ed è per questo che Barbara Palombelli, Aldo Cazzullo, Linus ed io abbiamo deciso di premiarlo con il primo Premio Mogol".

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Archivio

07-06-2008 - club adventures in SAFARI - Autore: saint'ex

07-06-2008 - l'energia che si scatena in un contatto - Autore: lorè

05-06-2008 - bollettino soleluna - Autore: fitzcarraldo

03-06-2008 - qualche info 1 - Autore: lazzaro spallanzani

02-06-2008 - 2.0 - Autore: ronzinante

26-05-2008 - NUMERO UNO - Autore: fitzcarraldo

23-05-2008 - S'affari!!!! - Autore: polifemo

21-05-2008 - messaggio da una caviglia (2) - Autore: caviglia di lorenzo

20-05-2008 - messaggi da una caviglia - Autore: caviglia

19-05-2008 - ROMA!!! - Autore: fitzcarraldo


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